LE ORGANIZZAZIONI POSITIVE

L’Organizzazione Positiva è un modello aziendale innovativo che inizia a prendere piede nel nostro paese grazie alle numerose ricerche, testi e dati statistici a supporto delle aziende e che hanno fatto raggiungere in pochi anni numeri da record:

  • +300% capacità di innovazione
  • +44% impatto sulla retention
  • +37% vendite
  • +31% produttività

Per raggiungere questi risultati le ORG+ utilizzano la Scienza della Felicità: l’insieme di informazioni, ricerche e pratiche che hanno dimostrato che la felicità è non solo un’emozione ma una competenza e, come tale, può essere allenata giorno dopo giorno.
Il ‘rapporto sulla politica globale di felicità e benessere’ del 2019 sottolinea la relazione positiva tra la competenza della felicità e la redditività complessiva dell’azienda.

Queste evidenze delineano come le ORG+ siano un modello culturale, capaci di generare luoghi in cui le persone fioriscano mettendosi in relazione con altre, per raggiungere risultati individuali e collettivi che abbiano un senso profondo sia per l’individuo che per l’azienda.
Un cambiamento culturale urgente ma possibile.

Chi guida il cambiamento nelle aziende è il Chief Happiness Officer (CHO), un esperto di organizzazioni positive detto “complexity thinker”, e lo fa attraverso un approccio integrato con l’obiettivo di generare coerenza e trasformare il benessere in una solida strategia organizzativa facendo dialogare i processi organizzativi con i comportamenti e la cultura.

Le aziende che vogliono andare oltre l’obiettivo del profitto e aumentare il loro impatto positivo verso la società e l’ambiente sono chiamate società Benefit (B-Corp), sono già molto diffuse in America e anche in Italia sono in aumento.
Un altro tipo di azienda che si sta diffondendo sempre di più sono le cosiddette organizzazioni Teal.
Queste condividono lo scopo benefico delle B-Corp ma differiscono per due principi chiave che le caratterizzano:

  • la completezza, nel senso che le persone che fanno parte di queste organizzazioni non mostrano solo il loro lato professionale a lavoro ma tutte loro stesse, compresi sentimenti, passioni e problemi.
  • l’autogestione, nel senso che non esiste una gerarchia, ogni persona parte dell’organizzazione assume un ruolo che l’appassiona e ne diventa responsabile di fronte a tutta l’organizzazione.

Questi due tipi di aziende hanno evidenziato una crescita migliore delle società standard dimostrando che la massimizzazione dell’impatto positivo verso la società non significa andare in perdita o non retribuire il capitale ma retribuire tutti gli stakeholder in maniera equilibrata garantendo un beneficio anche alla società.

Se tutte le organizzazioni avessero uno scopo con un impatto positivo verso la società e l’ambiente cosa succederebbe?
Intanto cesserebbe di esistere la competizione distruttiva, le organizzazioni simili si aiuterebbero a vicenda per raggiungere obiettivi comuni, le fabbriche sarebbero tutte immerse nel verde, con pareti di vetro e, soprattutto, tornerebbero ad avere base in Italia, producendo non più al minor costo ma alla qualità più alta.
Le persone acquisterebbero prodotti di ottima fattura, belli da vedere, personalizzati, funzionali e sostenibili.
I dipendenti delle aziende sarebbero orgogliosi di andare al lavoro perché i loro sforzi avrebbero un impatto positivo sulla società di cui fanno parte.

Tutto questo (come dice Olivetti) non è un’utopia ma un sogno realizzabile, basta cambiare lo scopo delle nostre aziende.

Quali sono i passi da fare per trasformare un’azienda in un ORG+?

La prima cosa da fare è farsi affiancare da un Genio Positivo che ci aiuterà a delineare i primi cambiamenti da effettuare e ci indicherà la strada per allineare tutti i dipendenti dell’azienda a questa nuova visione, in un secondo momento poi trasformare il responsabile delle Risorse Umane in un CHO, che attraverso un percorso di certificazione sarà in grado di completare l’evoluzione dell’azienda in un ORG+.

Sei pronto a mettere in atto questo cambiamento per la tua Azienda?
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